Tamerlano fu il fondatore della dinastia Timuride conosciuta nel 1370 nell'Asia Centrale e nella Persi Orientale
Da Tamerlano discese Babur fondatore della dinastia Mogol.
Si considerava un Ghazi ovvero "Combattente per la Fede" il suo obiettivo era di riedificare l'impero mongolo e le battaglie più forti le inflisse a popoli musulmani.
L'Emiro ribadiva di gobernare solo per conto di Gran Khan dei mongoli, e nel giro di poco tempo conquistò un vasto impero che abbracciava le odierne nazioni centro-asiatiche dell'Uzbekistan, parte del Kazakistan, il Turkmenistan, la Kirghizistan, l'Iran, e la Georgia.
Il suo punto di forza fu quello d sfruttare le rivalità tra le vicine Tribù e in questo modo riuscì a conquistare nel 1369 tutta la Transoxiana nel 1369.
Un anno dopo assunse il titolo di "grande" emiro, a voler sottolineare le pretese di supremazia su tutti gli emiri della regione.
Dopo il matrimonio con la giovane principessa Saray Malik Katun, appartenente alla discendenza di Gengis Khan, assunse il nome di Timūr Gurkānī cioè genero nell'ambito della famiglia di Gengiz Khan.
Di quel nome si gloriò moltissimo, poiché da esso riteneva di trarre la legittimazione gengiskhanide che era la sua massima ambizione.
Scelse Samarcanda come sua capitale, una città di incontro tra mondo greco e indiano, già abitata da Alessandro Magno, ed emporio tra i più importanti sulla via della Seta. Vennero formalizzate una serie di istituzioni statali, come i periodici kuryltai che avrebbero dovuto legittimare il suo governo, in realtà dispotico, e la zona (dell'attuale Uzbekistan) divenne un centro di grande crescita culturale e artistica.
Nel 1398 Tamerlano, informato di una guerra civile in India (iniziata nel 1394), attaccò il signore musulmano di Delhi, attraversando l'Indo il 2 ottobre su un ponte di barche e abbandonandosi a terribili massacri durante l'avanzata, allorché trovò una fiera resistenza da parte dei Rajput di Bhatnir. Durante lo scontro lo stesso Tamerlano fu colpito da una delle tante frecce che negli anni martoriarono il suo corpo. Pochi giorni più tardi l'Emiro arrivava comunque davanti a Delhi, dove poca resistenza poterono opporgli le truppe del turco-tughluq Mahmud Shah II, nonostante i problemi creati dall'uso degli elefanti da parte di queste ultime.
Il 17 dicembre 1398 la città fu presa e atrocemente devastata e saccheggiata, sebbene in seguito Tamerlano abbia sentito il bisogno di tentare di difendersi, affermando di aver vietato il saccheggio, che sarebbe invece avvenuto durante il suo sonno provocato dall'eccesso di libagioni. Quasi tutti i cittadini sopravvissuti al massacro furono ridotti in schiavitù e portati via spingendoli davanti a sé da un esercito un tempo velocissimo nei suoi spostamenti, ma nell'occasione talmente carico di bottino da dover marciare con estrema lentezza.
Tamerlano lasciò Delhi più o meno in gennaio del 1399, raggiungendo soltanto il 15 aprile Termez sull'Amu Darya . Secondo l'ambasciatore castigliano Ruy Gonzalez de Clavijo (arrivato a Samarcanda l'8 settembre 1404), novanta elefanti catturati servirono soltanto per il trasporto di certe pietre con cui Tamerlano intendeva erigere una moschea a Samarcanda, probabilmente l'enorme edificio (addirittura ammantato di leggenda) che prese il nome dalla sua bellissima moglie gengiskhanide Bibi Khanum.
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